Maurizio Rossi è intervenuto in Commissione Ottava a proposito del raddoppio del binario unico che collega Italia e Francia in vista dell’audizione del presidente e dell’amministratore delegato di RFI prevista per martedì 11 novembre. Qui sotto il testo dell’intervento.

 

Presidente, grazie
vorrei toccare un tema relativo alla Liguria. Visto che sono ormai passati 8 mesi da quando è deragliato il treno di Andora, voglio ricordare a questa Commissione che sono anche passati 8 mesi da quando il ministro Lupi ha garantito che avrebbe finanziato i lavori, che la Liguria aspetta dal dopoguerra, per un raddoppio della linea che collega l’Italia con la Francia, quindi un collegamento internazionale; e invece, di nuovo tutto è assolutamente fermo.
Abbiamo aspettato a vedere che cosa poteva accadere con lo Sblocca Italia, ma di nuovo la linea è ferma.
Non a caso io votai contro alla Torino Lione, perché non la considero una priorità per il Paese, e sicuramente la Liguria aspetta di essere considerata una priorità da 40 anni, e quindi chiederei, nel momento in cui c’è l’audizione, insieme agli altri temi che dovremo doverosamente toccare, anche che programmi ha RFI su questa tratta.

Tenete presente che a luglio ho presentato un’interrogazione al ministro Lupi, il quale non solo non ha mai risposto, ma ha anche ignorato il fatto che io abbia poi richiamato in aula, circa un mese fa, la sua mancata risposta.
Sinceramente essere così snobbati dal Ministero credo sia veramente un’offesa, non solamente nei confronti di un senatore di una lista civica nel gruppo misto, che rappresenta solo se stesso, ma nei confronti di tutti i colleghi commissari. Pertanto, se viene RFI e se viene il Ministro, penso che sarebbe opportuno, e chiedo il vostro sostegno, domandare loro che cosa vogliono fare della fine di questo raddoppio, perché altrimenti rischiamo che fino a quando non deraglia di nuovo un treno probabilmente non se ne parli più.

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1 commento

  1. Il raddoppio del tunnel stradale del Tenda (quota 1320m slm) è in contraddizione con la pretesa di conservare l’esercizio ferroviario, che può avvalersi di un valico a quota assai inferiore (1040m slm), la cui ampia galleria potrebbe essere valorizzata con un esercizio misto strada-ferrovia (esempio di Montets, FR-CH). In assenza di analisi costi-benefici a confronto di almeno 2-3 opzioni, siamo di fronte a un potenziale sperpero di danaro pubblico (circa 300M€), violando oltretutto il Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi che lo stesso Senato italiano ha ratificato anni fa. Se non si interviene qui, come si può parlare di “sostenibilità” (economica, sociale, ambientale) ?

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