I giudizi sui partiti e il voto

Indagine quantitativa campionaria condotta dall’Istituto Ixè Srl il 18 e 19 novembre 2013 con dimensione campionaria di 800 interviste in tutta la Liguria.

Sommario

  1. Interattivo – esplora il sondaggio
  2. Il commento
  3. Metodologia
  4. Allegati – scarica l’indagine

Interattivo

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Il commento

E’ curioso notare come la parola “partito”, tanto nel lessico politico quanto in quello comune, sia usata con sempre maggiore parsimonia. Lo slittamento della connotazione negativa del termine è andato via via progredendo a partire dalla prima grande crisi dei partiti tradizionali che ha dato vita al crollo della “prima repubblica”.

Ad oggi, infatti, nell’attuale sistema politico italiano la parola “partito” trova spazio solo nel PD nato dalla fusione di due soggetti DS e Margherita, nei quali, peraltro, essa non era presente.

La drastica eliminazione del termine, però, non ha prodotto alcun mutamento nella percezione degli stessi. Se, infatti, ci soffermiamo sui dati della ricerca, ci troviamo immediatamente di fronte a un’importante indicazione: nessuna delle principali formazioni politiche ottiene, mediamente, un voto sufficiente, uguale o superiore al 6.

Questo per due motivi. Innanzitutto, come già messo in evidenza, esiste una decisa sfiducia nella politica che determina un netto abbassamento generale dei giudizi. All’interno di questa corrente si innesta, inoltre, un fenomeno di partisanship politica più o meno intensa, che provoca un forte downgrading dei concorrenti a favore del proprio partito di riferimento.

In questo modo, sebbene gli intervistati rispondano con un 5,3 (medio) al Partito Democratico, un 4,1 a Forza Italia, 5,7 al Movimento 5 Stelle, 3,6 alla Lega Nord, 4,2 a Scelta Civica e 3,9 all’UDC, approfondendo l’origine dei voti stessi possiamo rilevare come, ad esempio, gli elettori del PD abbiano un giudizio abbastanza positivo del proprio partito (6,7) e, più di loro, quelli Forza Italia (7,5) o del Movimento 5 Stelle (8,3).

A questo punto, dato che l’appartenenza politica risulta essere decisiva nella costruzione dei giudizi che vengono dati ai diversi partiti, quali sono, oggi, i rapporti di forza tra questi?

Senza entrare nel merito di ogni singolo soggetto politico, emergono chiaramente due aspetti:

  1. la situazione di sostanziale equilibrio tra le principali forze/coalizioni, che si trovano entro un margine di 4 punti percentuali con il centrosinistra al 32,8%, il centrodestra al 31,3% e il Movimento 5 Stelle al 28,0%
  2. la costante crescita del cosiddetto “partito del non voto” (30,4%) che, insieme agli indecisi, è capace di aggregare oggi in Liguria quasi un elettore su due

Metodologia

  • Committente: Liguria Civica
  • Soggetto realizzatore: Ixè Srl
  • Metodologia: indagine quantitativa campionaria
  • Metodo di raccolta dati: telefonica
  • Universo: popolazione maggiorenne
  • Dimensione campionaria: 800 interviste
  • Errore campionario: +/- 3,47%
  • Periodo di rilevazione: 18/19 novembre 2013

Allegati

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