Agricoltura in Liguria tra eccellenze e problemi da risolvere: estratto dell’intervento del Vice ministro Andrea Olivero

lunedì, 29 febbraio 2016 | 0 commenti

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Qui di seguito un estratto dell’intervento del Vice Ministro Andrea Olivero in occasione della tavola Rotonda che si è tenuta lunedì 29 febbraio 2016 nella prestigiosa e panoramica cornice di Terrazza Colombo.

ANDREA OLIVERO: “Qui si tratta di trovare le soluzioni migliori per lo sviluppo del nostro territorio. C’è la necessità di avere un’unità di visione nella progettualità. La Liguria non può avere numeri assoluti rilevanti per la morfologia del territorio, eppure è conosciuta per le produzioni di alta qualità. Bisogna lavorare per far sì che questo porti il giusto profitto ai nostri produttori. La qualità deve portare a una giusta remunerazione e questa è una nostra priorità. Per farlo bisogna pensare, ad esempio, alle infrastrutture. Questo però non dipende tanto da noi.

Ciò che possiamo fare è invece mettere in rete le imprese per permettere loro di andare a conquistare i mercati. Non vogliamo far chiudere le piccole imprese, ma che si mettano insieme per cooperare stabilmente. Abbiamo bisogno di collaborazione dagli enti locali. Noi abbiamo bisogno che si lavori su una dimensione più ampia. Non si può fare innovazione ognuno a casa sua. Bisogna creare de distretti che siano significativi sui mercati. La Liguria deve fare questo scatta. Gli enti devono fare la sua parte.

La crisi del latte è un gravissimo problema ed è un problema europeo. In Italia siamo particolarmente in difficoltà perchè non abbiamo saputo fare aggregazioni. Dobbiamo lavorare con tutta la filiera. Dobbiamo renderci cont che un comparto si può sviluppare se tutti fanno la loro parte e solo se la redditività è distribuita su tutta la filiera.

Dobbiamo trovare un equilibrio tra produzione e conservazione del territorio. Quella di mettere i muretti a secco nella produzione potrebbe essere una soluzione. La tutela del territorio permette di contrastare il fenomeno del dissesto idrogeologico e sappiamo i danni che ha fatto in questo territorio. La conservazione del territorio ha anche una sua misurabilità economica, perché ha una ricaduta sul turismo e su altre situazioni.

Noi dobbiamo semplificare la normativa in campo agricolo, come in altri settori. Dobbiamo riordinare le norme che nel tempo si sono stratificate. Lo stiamo facendo e lo faremo nei prossimi mesi con il Testo Unico del Vino, che sarà un primo esperimento che se riesce sarà una pietra miliare per il futuro. Abbiamo però anche la necessità di sburocratizzare per le piccole imprese. L’Unione Europea ci dà una mano in questo verso.

Noi abbiamo lavorato ad esempio all’estensione della diffida che ha permesso di avere 3 mila sanzioni in meno per le nostre piccole imprese l’anno scorso. Si tratta di cambiare anche la mentalità di chi fa i controlli. Non cercare i furbetti ma aiutare l’impresa ad adempiere ai propri compiti. Abbiamo un registro dei controlli che permette che un’impresa che ci permette che una stessa impresa non venga controllata più volte sulla stessa questione. Ci sono 17 soggetti che svolgono controlli in agricoltura e questi controlli hanno un peso per i produttori. Alcuni andranno eliminati. Per adesso abbiamo adottato questa soluzione. Sappiamo che oggi il comparto ci chiede riduzione pressione fiscale e di ridurre il sistema oppressivo dei controlli.

Nel collegato agricoltura c’è anche una parte sulla forestazione. Qui non si tratta di tagliare i boschi, ma di aver un buon rapporto tra uomo e territorio. Noi vogliamo avere una buona gestione del territorio, perché abbandanre i territorio non porta a un buon bosco. Tra l’altro questo può ortare anche occupazione.

Credo davvero che sia necessario un cambio di mentalità da parte delle nostre imprese ul tema del mettersi in rete. Bisogna però accompagnarle. Se il pubblico valorizza chi si mette insieme, è chiaro che c’è una spinta potente per gli imprenditori a farlo. Qui il rischio di non produrre abbastanza. Le denominazioni sono grandi operazioni di marketing. Se noi non diamo il giusto profitto alle imprese, alllora servono a poco. Quando si fanno le denominazioni bisogna allora allargare per avere dei livelli produttivi più elevati. Qui invece ci si chiude molto spesso, ma questo non aiuta l’economia e non crea posti di lavoro.

Il commissario europeo all’Agricoltura ha annunciato entro il 2016 il pacchetto di semplificazione sulla PAC, per avere una gestione meno burocratica e meno onerosa. Noi lavoreremo perché questa operazione sia fatta anzitutto a tutela dei soggetti più piccoli. Oggi non si riesce a far partecipare ai bandi i soggetti più piccoli, perché la burcrazioa è talmente elevata che li esclude. Non possiamo più permettercelo. Non sarà facile, ma dobbiamo riuscrici. Anzi, i soggetti più piccoli sarebbero quelli ai quali più servirebbero qui contributi.

Ci sono giovani che si stanno avvicinando all’agricoltura, però è vero che hanno tante difficoltà. Avviare un’attività è tutt’altro che semplice. Vorrei ricordare che l’agricoltura non è come la si rappresenta in maniera idealistica. È fatica, è ricerca, è innovazione. Anche in Liguria non c’è più nessuno che produce come 30 anni fa. Non per snaturare ma per mantenere le eccellenze che le persone si attendono dai prodotti liguri. Il governo ha pensato a diversi fondi per aiutare le start up e le imprese giovanili nell’aricoltura. Noi dobbiamo aiutare i giovani accompagnandoli, ma poi dobbiamo dare loro degli strumenti operativi.

L’agricoltura non deve essere vista solo come produzione agricola. Bisogna pensare a una multifunzionalità. Bisogna tenerla insieme con agriturismo, piccola produzione, tutela del territorio. Mettendo tutto insieme si possono avere dei benefici. Stiamo lavorando per aumentare il numero delle Dop. Pensiamo all’oliva taggiasca in salamoia, che per problemi burocratici non si era riuscita ad ottenere. Non dico che ci siamo già arrivati, ma credo si possa trovare una soluzione per avere questo riconoscimento. Però l’importante è che il territorio si metta assieme per dare lavoro, produttività e reddito.

Con i presidi territoriali abbiamo dei problemi. Purtroppo nel nostro Paese abbiamo porblemi a creare delle eccezioni perché poi qualcuno tende ad abusarne. E quindi spesso le norme non tengono conto delle realtà e soprattutto dei piccoli. Io credo che la battaglia si debba fare. Chiedo l’applicazione della vecchia della montagna, che oggi può essere usata per tutte le aree interne. credo che la piena applicazione di quella norma possa dare già delle prima risposte. Assicuro il mio impegno a questo riguardo.

Sulla questione del valore dei terreni agricoli è già in corso una revisione. Fino ad oggi non è stata fatta una sufficiente valutazione dei parametri. La tassazione nel nostro PAese va rivista non nella logica di far cassa. Bisogna trovare le soluzioni per problemi di sperequazione che abbiamo”.

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