Interrogazione al Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Martina sul caso latte in Liguria

mercoledì, 13 aprile 2016 | 0 commenti

martina - rossi

 

 

 

 

 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA (Scarica l’interrogazione in pdf)

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05637

Atto n. 4-05637

Pubblicato il 12 aprile 2016, nella seduta n. 606

ROSSI Maurizio – Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. -

Premesso che:
la Parmalat SpA è un’azienda italiana specializzata nel latte, yogurt, panna e nel settore alimentare. È una azienda leader nel suo settore in Italia e all’estero. In Italia si rifornisce di latte da circa 800 stalle. Dal luglio 2011 è controllata per l’83,30 per cento dalla francese Lactalis. “Latte Oro”, azienda “storica” di produzione del latte ligure, è uno dei marchi acquisiti della Parmalat. A fronte di questa acquisizione, circa 3 anni fa, Lactalis si impegnò ad acquistare latte locale dai circa 60 produttori liguri ad un prezzo convenuto, per 3 anni dalla firma dell’accordo stesso;
scaduto a marzo tale accordo, Lactalis ne ha proposto uno nuovo a 20 centesimi al litro, quando secondo gli allevatori, solo per rientrare delle spese, ne servirebbero almeno 30. Quindi non ha rinnovato l’accordo, in quanto ha ritenuto commercialmente non conveniente continuare ad acquistare latte dai produttori locali liguri, preferendo acquistare altrove quanto le necessita, da produttori che lo offrono ad un costo inferiore. Sono in molti a pensare che la proposta capestro di Lactalis sia stata solo un pretesto per non rinnovare l’intesa;
a fronte di un eccesso di produzione di latte, i 60 produttori liguri sono costretti a disfarsi di quello invenduto, gettandolo via;
le immagini trasmesse dai media e sui siti web degli allevatori che riversano in terra migliaia di litri di latte hanno sensibilizzato i consumatori liguri tanto che in questi giorni stanno boicottando tutti i prodotti Parmalat per protestare contro il mancato rinnovo dell’accordo da parte di Lactaslis con i produttori delle Valli Stura e Leira, della Valpolcevera, della Valle Scrivia e della Valle d’Aveto;
considerato che a parere dell’interrogante:
tale situazione rischia di mettere in ginocchio l’intero settore della filiera del latte ligure;
se non si trovano acquirenti in tempi brevi, ad oggi gli allevatori rischiano di dover vendere le loro mucche;
i genovesi non hanno più una loro “azienda di riferimento locale”, in quanto la “Latte Oro”, marchio storico della centrale del latte di Genova, da ora in poi, venderà latte di chissà quale provenienza, ma certamente non più locale o regionale;
la possibilità di acquistare latte all’estero, soprattutto quello destinato a prodotti a lunga conservazione, così come dicono voci insistenti, anche giornalistiche, fa nascere nei consumatori timori sulla qualità del prodotto finale, sui controlli sull’allevamento degli animali e dubbi sulla qualità dei loro mangimi,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga di intervenire sulla situazione creatasi, eventualmente convocando tutte le parti interessate, al fine di promuovere un confronto teso a risolvere tale incresciosa situazione, che ad oggi prospetta solo gravi ricadute economiche su tutta la filiera;

se, ed eventualmente come, intenda intervenire per sostenere la produzione della filiera corta del latte locale ligure, affinché questo prodotto di qualità, che oggi rischia di sparire, a causa delle logiche commerciali della grande distribuzione, sia identificabile a livello locale e tutelato.

 

 

 

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