Liguria isolata: a rischio il treno Roma-Genova, rinviato il Genova-Milano a data ignota

mercoledì, 13 dicembre 2017 | 0 commenti

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Leggi la lettera inviata al Ministro dei Trasporti Graziano Delrio e all’AD di Trenitalia Orazio Iacono, e in copia all’Amministratore Delegato RFI Maurizio Gentile, al Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, all’assessore regionale ai Trasporti Giovanni Berrino, al Sindaco di Genova Marco Bucci, e a tutti i firmatari dell’appello contro l’Isolamento della Liguria :

“Liguria isolata: a rischio il treno Roma-Genova, rinviato il Genova-Milano a data ignota”

 

Oggetto: Liguria isolata: a rischio il treno Roma-Genova, rinviato il Genova-Milano a data ignota.

Gentile Signor Ministro,
nel ringraziarLa per l’incontro della scorsa settimana, che mi aveva fatto ben
sperare su una forte accelerazione dei collegamenti da e per Genova, devo informarLa
che nella conversazione che ho avuto poco dopo con il neo AD di Trenitalia, Ing. Iacono,
ho appreso, con vera sorpresa, che Trenitalia sta mettendo in discussione l’unico
collegamento efficiente che abbiamo Genova-Roma (via Firenze) e ritorno, in quanto non
darebbe sufficienti performance di presenze, specie nel rientro la sera.
Vorrei ricordare che Genova è l’unica città metropolitana del nord totalmente isolata
dall’alta velocità e che quel treno, guadagnato con molta fatica, è l’unico mezzo che
abbiamo oggi per andare a Roma e tornare a Genova in giornata, ad un costo accettabile.
Lei stesso mi ha detto che entro due anni si dovrebbe ridurre il tempo portandolo
progressivamente vicino alle 3 ore.
Invece l’idea di Trenitalia, che ho appreso nell’incontro successivo, è di modificare
gli orari anticipando la partenza del treno alle ore 6.00 circa (che vuol dire sveglia alle 4.30
per un utente) e il rientro alle ore 15.30, ritenendo che un cliente, di fatto, si fermi a
dormire una notte a Roma e faccia poi il viaggio di ritorno nel pomeriggio successivo.

Per quanto riguarda il Genova-Milano diretto senza fermate, un collegamento che si

attende da 20 anni, posso dire che eravamo arrivati molto vicini alla partenza che si
immaginava inserita nell’orario invernale. Un treno senza fermate tra Genova e Milano, da
Principe a Rogoredo, in circa 1.15 ore che consentirebbe ai genovesi di andare a Milano
per poter entrare rapidamente sulla linea ad alta velocità. Un treno che permetterebbe ai
cittadini milanesi di prendere in seria considerazione di vivere a Genova e lavorare a
Milano in attesa del Terzo Valico, che non abbiamo idea quanto tempo ci vorrà perché
diventi realmente operativo.
Anche questo treno mi è stato detto che è “rimandato a data da destinarsi” in
quanto da Trenitalia si sostiene che non sia disponibile 1 treno, tra i 50 che ci sono, per
venire a Genova, dimostrando un totale disinteresse verso una città metropolitana come la
nostra, l’unica davvero isolata a est, ovest e nord, causa primaria della gravissima crisi
occupazionale e della fuga di aziende e giovani.
So bene che parliamo di treni a mercato ma il Governo e i partiti non possono
lavarsene le mani e condannare una città all’isolamento e al declino avvantaggiando solo
altre zone del Paese!
La Liguria è discriminata nei collegamenti rispetto alle altre regioni del nord, non si
guardi solo agli investimenti che daranno frutti, forse, fra 5/10 anni ma si guardi anche allo
stato attuale della regione e alla grave e totale disattenzione prestata che crea gravissimi
disagi e danni incalcolabili. Lo Stato non può non intervenire discriminando di fatto delle
aree del Paese, deve invece preoccuparsi di limitare al minimo i disagi di uno specifico
territorio e dei suoi abitanti.
Mi auguro che vogliate rivedere queste posizioni in tempi stretti e che il treno
Genova-Roma venga confermato in orari che consentano ai liguri di utilizzarlo e
velocizzarlo portandolo almeno sotto le 3h30’, cosa che darebbe la possibilità ai genovesi
e liguri, di potersi muovere più o meno al pari degli altri cittadini italiani delle 10/20 città
raggiunte dall’alta velocità.
La discriminazione oggi è evidente e inammissibile, perché crea enormi svantaggi
occupazionali ed economici per gli abitanti e gli imprenditori della mia regione che sono
ormai realmente esasperati da tale situazione.
In attesa di un cortese riscontro, voglia gradire i miei migliori saluti.
Sen. Maurizio Rossi

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