Olimpiadi a Roma, perché NO – di Maurizio Rossi

venerdì, 23 settembre 2016 | 0 commenti

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Lettera pubblicata anche dal Secolo XIX.

Ho letto la posizione di Lorenzo Cuocolo sulle Olimpiadi a Roma e dissento per varie ragioni.

Innanzitutto Roma è in piena emergenza,  sono aperte inchieste che testimoniano come la collusione tra la politica e i peggiori ambienti abbia toccato le amministrazioni di destra e sinistra e ancora  c’e’ ancora molto da capire. Roma, inoltre, ha enormi problemi di traffico, ha molti servizi alla canna del gas e ha l’esigenza di ristrutturare in modo profondo le società pubbliche partecipate dal Comune. È un impegno gravosissimo quello che attende l’amministrazione guidata da Virginia Raggi, che sarà forse lenta, ma che non ha rubato e che deve schivare tutte le polpette avvelenate propinate da quegli ambienti affaristici che rischiano di rimanere a bocca asciutta.

Il turismo a Roma non manca e non ha bisogno delle Olimpiadi per riempire la città in ogni ordine di posti. Semplicemente, tanto più dopo che è stato scoperchiato il pentolone di Mafia Capitale, la candidatura italiana ai Giochi è stata sbagliata nei tempi e nell’indicazione della città. Bene, quindi, hanno fatto la Raggi e il M5S a dire No. Poi si può polemizzare sul ritardo della sindaca all’appuntamento con il presidente del CONI Malagò, ma anche questo argomento sembra molto strumentale, volto a innescare un contenzioso che punta a coprire le vere ragioni del no. Lo stesso discorso vale per chi ritiene che la Raggi avrebbe dovuto indire un referendum in città: ma lei è stata eletta solo pochi mesi fa con un risultato superiore alle attese e con un programma che con chiarezza già diceva no alle Olimpiadi. Chi l’ha votata, insomma, sapeva bene quale fosse l’indirizzo della sindaca sull’argomento.

Da parlamentare ligure, infine, mi rallegro per questo no, anche considerando che le Olimpiadi romane non avrebbero portato nulla alla Liguria, neppure la pallanuoto che dominiamo da decenni, né la vela, che sarebbe andata alla Sardegna. I liguri, dunque, avrebbero pagato con le loro tasse la realizzazione di molte opere, ma senza ottenere dall’operazione alcun dividendo.

Da questo punto di vista, semmai ben venga la proposta del governatore ligure Toti di valutare per il 2028 o per il 2032 la candidatura a organizzare le Olimpiadi da parte del Nord Italia. Una regione come la Liguria potrebbe trarne giovamento in termini di investimenti, soprattutto sui collegamenti, ma resta fermo il principio che oggi mi fa condividere il no della sindaca Raggi su Roma: per organizzare i Giochi ci vogliono le condizioni giuste.

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