Pasticcio primarie Liguria, l’inchiesta del Corriere della Sera: patti segreti e alleanze pericolose.

martedì, 27 gennaio 2015 | 0 commenti

corsera 26-01

“Il valore giuridico e giudiziario delle primarie, liguri e non solo, è pari a quello dell’elezione del presidente di un qualunque circolo del tennis. La vittoria malata di Raffaella Paita non sarà certo cancellata dalle procure, come spera qualcuno.
Il problema è solo politico, così grande da aver trasformato in questione nazionale una faida interna al Pd con l’uscita del candidato perdente Sergio Cofferati dal partito. E pazienza se in tutto questo il futuro della Liguria, la regione settentrionale che più di tutte ha sentito la crisi, con dati di produzione e reddito che ormai ne fanno un avamposto di meridione nel nord ovest d’Italia, non sembra interessare più di tanto i contendenti.

Leggi tutta l’inchiesta del Corriere della Sera

Il resoconto dei verbali della Commissione di Garanzia del Pd.

«Il danno più grande è derivato certamente dalla dimostrata capacità di condizionamento degli organi (Consigli regionali e comunali) nei quali sono stati eletti esponenti politici che hanno goduto di un appoggio dei gruppi criminali».
Nelle motivazioni appena depositate della sentenza sulla ‘ndrangheta nel Ponente ligure i nomi del coordinatore ligure del Nuovo centrodestra democratico Eugenio Minasso e del capogruppo in regione Alessio Saso appaiono nell’elenco degli «eletti che hanno cercato e accettato l’appoggio dei gruppi criminali»

Forse Cofferati è stato sopravvalutato. Dopo il suo ingresso in scena l’attività di Paita, e di Burlando, diventa frenetica, al punto che sulle primarie aleggia anche un ricorso alla Corte dei conti che denuncia l’uso di strumenti e luoghi istituzionali per fini politici privati.

Lo studio dei flussi di queste disastrose primarie commissionato dal Pd ligure rivela come Cofferati si sia aggiudicato il voto d’opinione delle città, tranne che a La Spezia, ma sia crollato nei piccoli comuni, dove invece prevale il voto organizzato. La spaccatura territoriale è così forte da mettere a rischio anche la vittoria annunciata di Paita alle elezioni di maggio.

Burlando si gode una vendetta amara. Il partito chiede di escludere alleanze con il centrodestra, ma la lista dei creditori è sterminata.

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