Proroghe sulle concessioni, le ‘ingenuità’ del Comitato portuale

mercoledì, 21 settembre 2016 | 0 commenti

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Da oltre un anno dico quello che si sarebbe dovuto fare, ma il “Protezionismo delle banchine” ha cercato in tutti i modi di aggirare ogni ostacolo e anticipare l’entrata in vigore di leggi e regolamenti anche sotto il commissariamento di un Ammiraglio.

Le mie posizioni sono note da oltre un anno. Ho persino pubblicato con mesi di anticipo il parere pro veritate dello studio Loiodice, quando venivo additato come incompetente da alcuni terminalisti. Sia io, sia il Consiglio di Stato sia il Collegio dei revisori avevamo avvisato preventivamente tutti, direi con tale chiarezza che avrebbe dovuto spingere il Comitato portuale di Genova a desistere da delibere azzardate. Invece no: addirittura all’unanimità, l’ultimo Comitato, sotto la regia del neo segretario Carena, ha approvato una delibera di fatto aperta a mille interpretazioni. E non si tratta affatto solamente di una delibera che dichiara in modo sintetico che si è chiusa la fase istruttoria sulle richieste di proroghe, come era consigliabile.  I giornali e anche i siti specializzati hanno di fatto capito, basta leggerli, che le proroghe delle concessioni erano state varate e questo è stato il messaggio che la lobby portuale voleva passasse, come si può constatare anche dalle dichiarazioni del presidente di Confindustria Giuseppe Zampini che aveva già messo pressione al Commissario Pettorino. Se si ha la pazienza di andarsi a rileggere quanto ho scritto in quei giorni (guarda qui), in controtendenza al verbo comune, si può osservare come dissentissi da quella strana soddisfazione generale, originata dall’aver fregato di pochi giorni l’ingresso della nuova legge e l’arrivo del regolamento, tanto che si è letto persino che il Comitato avrebbe agito come se non sapesse che tale regolamento è in fase di emanazione.

Ma i revisori lo avevano detto a chiare lettere di non essere d’accordo su una procedura così furbesca e contraria a tanti pronunciamenti, per cui ora faranno solo quanto hanno preannunciato: segnalazioni o denuncia nelle sedi che riterranno più opportune, anche per difendere la loro posizione di controllori, e quindi al sindaco Doria, al rappresentante della Regione Liguria, al Presidente della Camera di Commercio e a tutti i membri del  morituro Comitato portuale, per la delibera adottata con il loro parere preventivo contrario. Aggiungo io: un parere ben motivato, con tanto di riferimento alla “sentenza” del Consiglio di Stato che poi richiama temi già da me segnalati anche con il parere pro veritate.

Ora iniziano le marce indietro e i distinguo, come si è sentito dire e letto in questi giorni: “Noi non abbiamo deliberato alcuna proroga delle concessioni, abbiamo solo inviato i documenti al Ministero dei Trasporti (Mit) per sapere che cosa dobbiamo fare”.

Anche qui, però, la questione è un po’ strana. Perché in realtà non si capisce che cosa c’entri, al momento, il Mit, che infatti è probabile che non risponda. Infatti, se il Comitato portuale ha adottato la delibera applicando il Codice della Navigazione, l’invio della delibera è improprio in quanto non occorre alcuna approvazione del Ministero. O forse il Mit, con il provvedimento di ieri, rivolto a tutti i porti italiani, evita di bacchettare direttamente il Comitato Portuale di Genova e dice : fermi tutti! Lavorate solo sull’ordinaria amministrazione e e lasciate che siano le nuove ADSP a gestire il futuro dei porti.

In tal modo la delibera presa dal Comitato Portuale morituro è bloccata e si chiudono spazi interpretativi. Si devono attendere i nuovi organi e il nuovo regolamento attuativo.

Ribadisco la mia convinzione: queste delibere sono di straordinaria amministrazione, non sono competenza di un Commissario né di un Comitato di fatto decaduti, non si deve ingessare il futuro del porto di Genova prima che arrivi il nuovo Presidente ed entrino in piena operatività i nuovi organi amministrativi, non si devono anticipare proroghe senza avere una visione complessiva anche in riferimento all’accorpamento con Savona, non devono essere prese decisioni in mancanza del regolamento che sta per essere presentato. Tutte le altre posizioni viste in questi mesi, e culminate nella delibera contestata, restano per me solo tentativi di aggirare le nuove norme che stanno per entrare in vigore, a tutto vantaggio di quel sistema protezionistico che ha portato Genova al fallimento.

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