Gronda di Genova, resoconto Commissione Ottava n. 231 del 20 aprile 2016

venerdì, 22 aprile 2016 | 0 commenti

GRONDA

 

 

 

 

 

Riportiamo qui di seguito il resoconto sommario della seduta n. 231 della Commissione Ottava del 20 aprile 2016 relativa al Parere alla Quinta Commissione sul Documento di Economia e Finanza 2016. Durante la discussione, il senatore Esposito fa riferimento alle richieste di proroga della concessione autostradale motivate dalla realizzazione di nuove opere e mette in dubbio che la Gronda di Genova possa rientrare tra tali opere, trattandosi di un vecchio progetto “che i concessionari avrebbero dovuto in realtà realizzare da tempo”.

Il senatore Rossi ricorda che il progetto della Gronda è stato approvato dopo un ampio e approfondito dibattito pubblico con le comunità locali, con precisi impegni finanziari, e che i fondi per la realizzazione della Gronda risultano già stanziati, confermando i dubbi già espressi da Esposito.

 

RESOCONTO SOMMARIO

Il senatore Stefano ESPOSITO (PD), nell’esprimere una condivisione sul documento in titolo, si sofferma in particolare sul nuovo codice degli appalti, richiamato dal DEF 2016 e il cui testo è stato appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Anche se in alcuni punti il testo approvato dal Governo non ha recepito tutte le condizioni proposte dalle Commissioni parlamentari nel loro parere, ritiene comunque che sia stato fatto un importante lavoro.

Appare quindi singolare che, a fronte delle disposizioni introdotte con questa riforma e che il DEF accoglie pienamente, vi siano tentativi da parte di alcuni settori produttivi di sottrarsi alla nuova disciplina. Si riferisce in particolare alle concessioni autostradali: da alcune notizie di stampa, taluni concessionari starebbero infatti cercando di aggirare il vincolo posto dal nuovo codice di rinnovare le concessioni in scadenza mediante procedure ad evidenza pubblica, proponendo di realizzare alcune opere di adeguamento delle tratte autostradali a fronte di una proroga delle concessioni. Cita a titolo di esempio il caso di Autostrade per l’Italia con la Gronda di Genova: la motivazione della richiesta di proroga sarebbe quella di non far gravare i costi delle opere sugli utenti attraverso un aumento delle tariffe autostradali.

Se è vero che anche altri Paesi europei stanno verificando la possibilità di prorogare direttamente le concessioni autostradali (ad esempio in Francia), precisa che si tratta però di circostanze diverse, legate a nuove opere e non, come nel caso italiano, a vecchi progetti che i concessionari avrebbero dovuto in realtà realizzare da tempo. Contesta quindi questo tentativo di aggirare surrettiziamente le norme del nuovo codice degli appalti, anche in violazione delle regole dell’Unione europea.

In proposito, esprime anche perplessità per le notizie apparse su alcuni organi di stampa, in merito a presunte trattative in corso con la Commissione europea. Chiede quindi chiarimenti al Governo, sottolineando l’esigenza di aprire finalmente alla concorrenza il settore delle concessioni autostradali, per troppo tempo bloccato da rendite di posizione che non sono più accettabili. Auspica infine che il relatore possa tenere conto di tali questioni anche nella proposta di parere sul documento in esame.

Il senatore Maurizio ROSSI (Misto-LC), intervenendo in particolare sulle questioni sollevate dal senatore Stefano Esposito, ricorda che il progetto della Gronda, la nuova tratta autostradale che dovrebbe passare per Genova ricollegandosi alle altre autostrade liguri, è stato approvato dopo un ampio e approfondito dibattito pubblico con le comunità locali, con precisi impegni finanziari. Tuttavia il progetto si è poi arenato per l’opposizione della nuova Giunta comunale e per le richieste di ulteriori tratte autostradali da parte della passata Giunta regionale, che avrebbero fatto lievitare i costi. I fondi per la realizzazione della Gronda risultano però già stanziati e dunque sembra strano che Autostrade per l’Italia voglia usare quell’opera per chiedere la proroga della concessione in essere, sostenendo che in tal modo si eviterebbero eccessivi aumenti delle tariffe autostradali per gli utenti.

Evidenzia che molte autostrade in Italia, come ad esempio la Genova-Savona, avrebbero bisogno di interventi urgenti per essere adeguate agli standard europei: occorrerebbe quindi verificare se e come le concessionarie abbiano attuato i necessari investimenti di adeguamento e manutenzione.

Infine, con riferimento al settore ferroviario, nel DEF si dà conto dei vari programmi di investimento di Ferrovie dello Stato Italiane ma, come è emerso anche in un recente convegno, non è affatto chiaro se vi siano effettivamente le risorse finanziarie necessarie per portare a termine tutte queste iniziative.

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