La Commissione Lavori pubblici del Senato ha invitato ufficialmente il Governo a inserire Genova tra gli scali strategici nazionali; la raccomandazione è stata inserita nel parere emanato del Senato (leggi la versione integrale) dopo che il Piano aeroporti era stato approvato senza modifiche dalla Commissione della Camera (leggi il parere della Camera).

Un documento approvato dopo un lungo lavoro del senatore genovese Maurizio Rossi, che aveva lanciato la battaglia dopo che il Cristoforo Colombo era stato inserito nell’elenco degli scali di interesse nazionale, ma non “strategici” nel Piano aeroporti dl Governo. Vai a tutte le tappe della battaglia del sen Rossi per riconoscere la strategicità dello scalo ligure.

“Genova rientra in pista. E’ dal 9 di giugno che portiamo avanti questa battaglia. Il Colombo nel piano è inserito nell’elenco degli scali nazionali non strategici. Quando ho visto l’inserimento di Torino ho aperto la battaglia per Genova. Siamo un aeroporto individuato dalla Comunità europea per finanziare il collegamento aeroporto-ferrovia, siamo il principale porto italiano, siamo un nodo logistico core dell’Europa. Tutte ragioni per le quali il Colombo merita quel posizionamento”, spiega Rossi. (Vai alla relazione sui motivi per cui l’aeroporto di Genova merita di essere considerato strategico.)

“E’ stata una battaglia dura, ma tutti i colleghi di tutti i partiti, Lega, Sel, Forza Italia e in particolare il Pd hanno condiviso le nostre posizioni (vai all’elenco di tutti i pareri favorevoli all’inserimento di Genova tra gli aeroporti strategici). Oggi è uscito il parere che invita il Governo a inserire Genova tra gli scali strategici nazionali – prosegue Rossi – Il Governo sostiene che sul piano degli investimenti non ci saranno grosse differenze. Parliamoci chiaro: è vero che al momento non ci sono dfifferenza, ma è altrettanto chiaro che è meglio essere nella stessa categoria di Venezia o Malpensa piuttiosto che con Cuneo. Le stesse compagnie aeree sono più interessate ad andare in scali di ‘seria A'”.

Ora la partita importante viene giocata dal presidente Toti, che è sempre stato molto attivo e molto collaborativo – conclude il senatore ligure – Ieri abbiamo fatto il punto, anche perché oggi Toti incontra Delrio avendo già il parere positivo della commissione. Ora è Toti che deve convincere il ministro. Noi lo abbiamo già fatto in Commissione. La partita è ancora aperta, ma questo parere positivo è un passo avanti fondamentale per proseguire il lavoro“.