Dal convegno sull’Innovazione di Genova, il Senatore Maurizio Rossi (Gruppo Misto – Liguria Civica) lancia un grido di allarme sulla gravissima situazione della gestione dello spettro frequenziale italiano: “Nessuno sa ancora quale sia la posizione del Ministero in vista della prossima convenzione di Ginevra – dichiara il Senatore Rossi – dove si deciderà sia quali frequenze saranno assegnate all’Italia, sia come dividerle tra televisione e telefonia e servizi.”
Rossi continua dichiarando che “l’Italia deve stare al passo con gli altri Paesi, non creare una situazione di protezionismo a vantaggio della televisione. Vanno chiuse molte frequenze e molte sono da destinare a nuovi servizi. Va anche rifatto velocemente il piano di TV nazionali ed emittenti locali – continua il senatore ligure – che spesso trasmettono programmi inqualificabili occupando troppa banda. Alle locali deve andare molta meno banda ma con frequenze coordinate, mentre la Rai non ha bisogno di tutte le frequenze che occupa per trasmettere almeno 10 canali inutili. Inoltre le concessioni per le frequenze costano troppo poco, lo Stato le regala senza ragione come accade per molte altre concessioni come ad esempio nei porti”
“Bisogna intervenire – conclude Rossi – invece il Ministero è fermo su tutto. Fa molte dichiarazioni ma non ha nessuna posizione concreta”.