Pubblichiamo interrogazione a risposta scritta presentata dal sen Maurizio Rossi in merito alla vicenda delle istanze di proroga delle concessioni portuali. Scarica il testo ufficiale.

Al Ministro delle Infrastrutture e trasporti

Premesso che:

– in Liguria, relativamente alla vicenda dei rinnovi delle concessioni portuali, si sta consumando una vera e propria corsa a rinnovi e proroghe da parte di alcuni terminalisti. In primis perché i terminalisti, pur avendo scadenze nel 2020 e oltre, tentano di scongiurare i, per loro, temuti effetti dell’annunciata imminente pubblicazione del regolamento sulle concessioni, che si attende dal Ministero dei Trasporti ormai da 21 anni. Altro motivo per correre in fretta con le proroghe, è il temuto accorpamento delle Autorità Portuali. Questo ha prodotto una particolare proliferazione di proroghe proprio in estate al fine, presumibilmente, di “ingessare” le attuali posizioni prima dell’accorpamento previsto tra Savona e Genova;

– è evidente quanto sia deleteria, per il futuro del sistema portuale italiano e per le città che ospitano i porti e che da esso si attendono sviluppo e occupazione, questa corsa alle proroghe. Corsa che, valutando unicamente le proroghe richieste dagli attuali terminalisti al fine di anticipare la temuta riforma ministeriale e gli accorpamenti e non disegnando alcun progetto meditato del miglior utilizzo degli spazi demaniali, conseguentemente ingesserà le banchine per i prossimi decenni. Basti osservare, infatti, che alcuni terminalisti con concessioni in scadenza nel 2020 (quindi non certo imminenti) hanno presentato richieste, motivate dalla urgenza di definire investimenti da fare, chiedendo sino a sessant’anni di proroga e, addirittura, la richiesta di abbattimento del canone che è già molto ridotto rispetto ai prezzi medi europei. Il caso più emblematico di questa vicenda sembra essere una richiesta di proroga di 35 anni (circa) presentata da un terminalista, la cui attuale concessione scadrebbe fra ben 12 anni, nel 2027. Se accettata, porterebbe la data di scadenza della sua concessione al 2063

si chiede di sapere:

– a quali canoni standard tali concessioni debbono fare riferimento;

– quale coerenza debba esserci per il canone da applicare nelle diverse autorità portuali del Paese al fine di evitare posizioni di vantaggio competitivo tra soggetti concorrenti;

– trattandosi in particolare di aree demaniali, nell’eventualità che questi risultino al di sotto di una media di mercato europeo, se si possa configurare un danno erariale nei confronti dello Stato;

– come il MIT intenda gestire tutte le proroghe o “rinnovi anticipati”, come li definisce una Autorità Portuale, così frettolosamente concesse in questi mesi a canoni bassi e senza seguire la normativa europea che prevede le gare;

– nelle more del nuovo, annunciato, regolamento, come si devono comportare i presidenti e commissari delle autorità portuali ai quali sono state presentate le richieste di proroga?

– se ritenga che detti atti possano causare infrazioni comunitarie verso lo Stato italiano o verso le Autorità Portuali e i concessionari beneficiari.

Sen. Maurizio Rossi