Serracchiani corre sui rinnovi mentre Delrio non fa uscire il regolamento

È davvero strano come nel Pd ci siano posizioni contrapposte.

Da anni abbiamo in Commissione ottava la riforma dei porti che continuamente si blocca, con il collega Filippi che da due legislature ci mette l’anima per portarla avanti. Nell’estate 2014 eravamo a un passo (da quanto si apprende da voci di corridoio del Pd) dall’emanare un provvedimento del Governo con l’accordo dell’allora Ministro Lupi e della Serracchiani, vice presidente del partito, responsabile settore trasporti Pd nonché presidente del Friuli.

Poi cadde ovunque il silenzio, dalla Commissione ad ogni altra istituzione.

L’arrivo di Delrio al Mit  sembrò portare la soluzione. Una direttiva europea incombeva e scadrà a primavera prossima.

Intanto nelle Autorità Portuali iniziava la corsa alle richieste di rinnovi anticipati di 5 anni per durate anche di 60 anni.

Da Forcieri, piddino presidente dell’Autorità della Spezia, alla Serracchiani, piddina multifunzioni, iniziano rinnovi ultradecennali (leggi la lettera inviata a Debora Serracchiani), mentre l’Europa pare, da quanto ha scritto il Corriere,  apre fascicoli sul sistema tutto italiano di gestire diverse tipologie di concessioni, comprese quelle portuali, che confermano rendite di posizione senza passare da gare né richiedendo opportune garanzie e cronoprogrammi degli investimenti. Né si parla di quali siano i canoni di concessione e se siano in linea con quelli del resto  d’Europa.

Dal Ministero si dice che entro gennaio il regolamento arriverà, quello che doveva uscire nel 1994 della legge 84.

Ma le concessioni rinnovate, prorogate, in questo ultimo anno, assegnate con largo anticipo sulla scadenza e con metodologie variabili e interpretative a seconda delle Autorità, dovranno essere riviste secondo le nuove indicazioni del regolamento in arrivo? E il regolamento passerà il vaglio dell’Europa?

Certo che, tra compagni di partito, almeno un po’ di rispetto al Ministro Delrio era dovuto! Specie proprio dopo che Merlo, ad agosto ancora Presidente dell’Autorità di Genova, pose una precisa domanda al Ministro  su come si dovesse comportare  di fronte alle richieste di pubblicazione di rinnovi anticipati e il Mit, tramite gli uffici competenti, diede indicazione di pubblicare pure perché intanto, prima della conclusione dell’istruttoria, sarebbe arrivato il nuovo Regolamento, chiarendo tutti gli aspetti e mettendo tutte le Autorità del Paese nella medesima condizione.