Allo stato di quanto espresso nelle diverse audizioni in commissione ottava del Senato, non è comprensibile come la quotazione e l’ingresso in borsa nella holding di Ferrovie non determini la legittima richiesta degli azionisti di ottenere il miglior profitto, dovendo pertanto privilegiare le tratte con maggiori traffici e redditività. Non è dato sapere come gli azionisti privati, sebbene in minoranza, dovrebbero giustificare e prediligere rilevanti investimenti in infrastrutture in zone di minore intensità di trasporti.

Si ritiene che, se non chiarito preventivamente, la privatizzazione causerebbe un’ulteriore spaccatura in due del Paese tra zone ad alta velocità che si sviluppano e zone a bassa velocità che declinano inesorabilmente, come la Liguria.

Va anche sottolineato che dopo la privatizzazione di Alitalia le Ferrovie hanno avuto un ruolo di reale competitore, consentendo nei territori collegati ad alta velocità un fenomeno di calmieramento dei prezzi dei viaggi anche del vettore aereo.

Al contrario è ormai chiaro, come possiamo verificare proprio a Genova, che dove le Ferrovie non offrono un servizio adeguato di qualità e di concorrenza su tempi di collegamento si determina una situazione di monopolio di fatto dei trasporti a media distanza a vantaggio del vettore aereo che in regime quindi di mancanza di concorrenza applica le tariffe più elevate del Paese e d’Europa, con gravissima penalizzazione per quei territori, come la Liguria, sia sotto il profilo turistico che economico.

Non a caso si deve guardare con preoccupazione a quanto accaduto con la privatizzazione in Inghilterra: vennero abbandonate quasi totalmente le tratte non redditizie, creando un totale abbandono di diverse zone del Paese. La soluzione parziale è stata applicata solo molto di recente e consiste in una tassa richiesta ai soggetti concessionari che viene reinvestita nelle tratte di minore interesse economico.

Per quanto riguarda il Tpl, bisogna osservare che se la procedura che verrà seguita sarà quella delle gare, sarà indispensabile (ma ad oggi non è previsto) determinare in via preventiva come verranno disegnati dei bacini equilibrati, che abbiano sia “l’osso che la ciccia”. Contrariamente si potranno ricevere molteplici richieste da tutta Europa di partecipare alle gare per il servizio generale di Tpl in Lombardia, mentre in altri bacini, come la Liguria, si rischierà che le gare vadano deserte.