Rossi: “Il Ministero mi ha assicurato che sono stati modificati e rafforzati gli impegni richiesti ai terminalisti e il relativo sistema di garanzie”

A parte il fatto che (come da previsioni) il provvedimento seguirà un iter autonomo rispetto al decreto legislativo sulla riforma della governance portuale (oggetto del Consiglio dei Ministri in programma stasera), le notizie ufficiali latitano.

Ma il senatore Maurizio Rossi, membro dell’ottava Commissione del Senato da tempo impegnato sul tema, ha riferito oggi di aver avuto rassicurazioni ministeriali che il regolamento sulle concessioni portuali, promesso mesi fa dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, sarebbe stato oggetto di una revisione di alcuni punti nodali della bozza originaria. Che, si è evidentemente ritenuto, non avrebbero passato il vaglio di Bruxelles, cui infatti il provvedimento risulta non esser mai stato neppure sottoposto in via ufficiale.

In particolare la revisione avrebbe riguardato la parte di regolamento concernente gli impegni e i requisiti tecnici e finanziari ritenuti conditio sine qua non per i terminalisti richiedenti tanto una nuova concessione quanto la proroga di una esistente: “Investimenti e livelli occupazionali dovranno essere dettagliati in tutta le gare e poi garantiti. Finalmente il piano degli investimenti e degli impegni del terminalista dovrà essere una cosa seria: verranno fissati 7 punti che dovranno  essere esplicitati, e la verifica sul loro rispetto la farà il Mit insieme all’AdSP (Autorità di Sistema Portuale)” ha spiegato Rossi, soddisfatto che tali interventi “rispondano all’impostazione del parere pro veritate che avevo richiesto in materia allo Studio legale Loiodice&partners”.

Non sarebbe stato invece sostanzialmente revisionato il meccanismo di pubblicità e di sottoposizione a procedure ad evidenza pubblica previsto dalla bozza di ottobre per le istanze di concessione o proroga (non molto dissimile dallo status quo), mentre sarebbe stato innalzato il limite di durata per il quale occorrerà il determinante parere del Ministero: sarà direttamente Roma, di concerto con le AdSP competenti, a decidere infatti sull’ammissibilità di concessioni superiori ai 20 anni (nella bozza si parlava di 15).

Secondo quanto riferito da Rossi il regolamento è stato inviato al Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per la firma, “il Mit ne attende il ritorno in tempi brevissimi”.

Andrea Moizo