Se si mettono insieme i vari progetti di cui si parla finalmente in questi giorni, benché in modo molto superficiale, si può capire che è arrivato davvero il momento della privatizzazione dell’Aeroporto Cristoforo Colombo.

Ci sono stretti collegamenti tra il “ritorno della Gronda”, la richiesta di Autostrade di proroga per evitare le gare, il parere del Consiglio di Stato che obbligherà l’Autorità Portuale a vendere le azioni dell’Aeroporto di Genova, Aeroporti di Roma azionisti per il 15% dello stesso scalo genovese.

Sembra che ci sia un nuovo interesse proprio di Adr sullo scalo genovese e non può sfuggire che la proprietà di Adr coincide con quella di Autostrade, visto che Aeroporti di Roma S.p.A. è controllata, in forza di una partecipazione azionaria pari al 95,913%, dalla Atlantia S.p.A, holding di Autostrade per l’Italia e Aeroporti di Roma. Non può neanche sfuggire che la costruzione della Gronda interesserebbe anche il canale di calma adiacente proprio all’Aeroporto.

Gli azionisti di Aeroporto S.p.A sono Autorità Portuale, Camera di Commercio e Adr e va ricordato che vige una prelazione dei soci in caso di vendita.

Io mi sono battuto per far diventare l’Aeroporto di Genova scalo di interesse nazionale, c’ero anche riuscito in Commissione Trasporti del Senato ma poi il Mit non ha seguito le raccomandazioni della Commissione. Questo fatto forse diminuisce il valore di Aeroporto unitamente al problema della durata della concessione.

Ben venga il rinnovato interesse di Aeroporti di Roma S.p.A per il Colombo, forte dell’esperienza della gestione di Fiumicino, ma va chiarito che non si può neanche lontanamente immaginare una trattativa privata con gli altri soci, ma va seguita una procedura di gara per la vendita del Colombo. Le procedure, nell’interesse della valorizzazione delle azioni nelle mani degli enti pubblici e quindi di tutti noi cittadini, prevedono che debba essere cercato un Advisor, il quale dovrà fare una valutazione del Colombo, successivamente dovrà essere effettuata una gara internazionale sapendo che gli azionisti avranno una prelazione a parità di offerta.

Capisco che in Italia in tutti i settori c’è un’allergia alle gare di ogni genere e tipo, ma penso debba essere chiaro che queste sono le procedure da seguire e sono convinto che tutti si atterranno a quanto è previsto, ripeto, per la prioritaria difesa dell’interesse pubblico e per evitare procedure di infrazione da parte dell’Europa.