Guarda il video con le domande del sen Maurizio Rossi e le risposte del Ministro dei Trasporti Graziano Delrio in occasione del Question Time del Ministro in Senato

L’intervento del sen Maurizio Rossi

Siamo in una fase di totale modifica del sistema che regola i porti sia per il regolamento della l. N. 84/’94, sia per l’ag 303 sulla riorganizzazione dei porti.

Su entrambi i provvedimenti il Cds ha fornito un parere, sul testo da voi inviato, che modifica in modo sostanziale punti di fondamentale importanza per il futuro del sistema portuale italiano.

Come intende recepire e in quali tempi le eccezioni sollevate dal Cds in particolare su:

– gare europee per le concessioni, anziché la procedura “di evidenza pubblica” che secondo il Cds, come peraltro sostengo da sempre, lascia troppa discrezionalità alle Autorità;

– cosa potrebbe accadere a tutte le proroghe di concessioni recentemente con disinvoltura e in modo inopportuno sono state rilasciate da alcune Autorità Portuali Italiane anche per decenni proprio mentre Lei stava emanando Regolamento e Riordino dei porti;

– rinvio sino a tre anni degli accorpamenti di alcune Autorità che Lei non voleva, e io condivido totalmente la Sua posizione, ma ha dovuto subire dalla Conferenza delle Regioni e per fortuna contestato dal Cds;

– criteri di scelta e competenza e conseguenti nomine dei Presidenti nelle Autorità, in quali tempi, anche per chiudere le sterili polemiche sulla mancanza di gestione dei porti da parte dei Commissari, del tutto immeritate e strumentali, portate avanti da chi vorrebbe solo facili proroghe senza passare da gare, come dico da sempre, e ormai chiarito dall’autorevole parere del Cds.

 

Le risposte del Ministro Delrio

Nel rispondere al sen. Maurizio Rossi, il Ministro Delrio ha affermato che i nuovi presidenti delle Autorità portuali dovranno avere competenze manageriali, ma non è necessario che abbiano vissuto nel porto. L’importante è che abbiano competenze manageriali, perché il porto è anche una grande impresa.

E sulle concertazioni con le Regioni per trovare i nomi dei nuovi presidenti, Delrio ha affermato che mirano esclusivamente a trovare le persone che abbiano le caratteristiche giuste per fare di un porto un’occasione di sviluppo e di attrazione di investimenti. Perché il problema sono gli investimenti pubblici ma soprattutto l’attrazione di investimenti privati.

Resoconto stenografico delle risposte di Delrio al sen Rossi

“Ci adeguiamo, così, alla governance dei principali porti europei e – come ricordava il senatore Rossi – adottiamo anche, finalmente, un regolamento delle concessioni, che mancava da oltre dieci anni e che era necessario. Lo abbiamo predisposto, lo abbiamo mandato per le osservazioni ed è in fase di recepimento definitivo. Certamente, ci sono osservazioni su ciò che è stato fatto, che riguardano più dei chiarimenti che degli obblighi, che mirano a chiarire i criteri. Le concessioni, infatti, devono essere affidate con criteri trasparenti e con pubblicità adeguate. È questo il punto vero per creare legalità. Non è pensabile, infatti, che una concessione venga data gratuitamente o un’altra venga data per sessant’anni, senza criteri oggettivi. È una questione che davvero abbiamo posto come uno degli elementi iniziali e più importanti, tant’è vero che siamo finalmente alla conclusione del dibattito sul regolamento delle concessioni e possiamo dedicarci a un sistema regolamentato dal centro in maniera adeguata.
Ancora una volta, poiché ci diamo l’ambizione di avere comitati di gestione linea con le principali autorità portuali d’Europa, i criteri sono quelli di avere persone competenti, capaci, e che abbiano competenze manageriali. Non è necessario che abbiano vissuto nel porto, ma è importante che abbiano competenze manageriali, perché il porto è anche una grande impresa. Ed è evidente che per noi le procedure di concertazione – si cerca ovviamente l’intesa con le Regioni su detta questione – mirano semplicemente ed esclusivamente a trovare le persone che abbiano le caratteristiche giuste per fare di un porto un’opportunità di crescita, di sviluppo e di attrazione degli investimenti. Il problema, infatti, è costituito certamente dagli investimenti pubblici, ma anche dall’attrazione di investimenti privati. Abbiamo visto che grandi aziende e grandi porti attraggono grandi investimenti privati e penso agli investimenti che si stanno facendo a Genova e a Trieste. Questo deve essere l’obiettivo dei porti italiani, con un sistema che complessivamente aderisce allo spirito del piano strategico e dei decreti attuativi che abbiamo messo in campo; un sistema che credo sia pronto. Speriamo di poter sviluppare questa economia del mare, così necessaria per promuovere l’occupazione e la crescita nel nostro Paese.”